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Titolare, responsabile e comunicazione privacy

L'Ente titolare, è il Comune di Vermezzo, con sede in Vermezzo, Piazza Comunale 4 - Italy. Un elenco aggiornato dei responsabili, nominati dal Titolare ai sensi dell’art. 29 d.lgs. 196/2003, è disponibile presso la sede legale del Titolare.

Contatti

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PREMESSA

”Abili al Lavoro” è un bando a due fasi promosso dall’Area Servizi alla Persona, finalizzato a promuovere interventi per favorire il collocamento mirato di persone con disabilità.

IL CONTESTO

La Legge 68/1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” con l’adozione dei principi del collocamento mirato ha innovato in maniera significativa le politiche per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Sebbene l’ultima Relazione al Parlamento, relativa al biennio 2014-2015, illustri a livello nazionale una situazione lavorativa delle persone con disabilità in miglioramento rispetto al biennio precedente, la dimensione complessiva del problema permane critica. Nel 2015 il numero totale delle persone con disabilità in Italia iscritte agli elenchi è poco più di 775.000, superiore rispetto ai valori del 2013 (676.775). Rapportando il numero di avviamenti (oltre 27mila nel 2014 e 29mila nel 2015) al numero di nuovi ingressi (più di 78mila nel 2014 e circa 92mila nel 2015) si osserva che su tre persone con disabilità che si iscrivono (e che vanno ad aggiungersi allo stock preesistente), solo una trova effettivamente lavoro (nel biennio precedente il rapporto era 1 a 4). La maggioranza delle assunzioni è avvenuta soprattutto con contratti a tempo determinato, anche se i contratti a tempo indeterminato risultano in crescita (dal 28 al 37%); tra gli inserimenti lavorativi, prevalgono quelli effettuati attraverso richiesta nominativa, convenzioni incluse (l’87% nel 2015), in prevalenza ex. art.11. Il ricorso alle convenzioni ex art. 14 d.lgs. 276/03 è ancora limitato, ma relativamente più diffuso nel Nord Ovest e in particolare in Lombardia.
Per quanto riguarda la dimensione complessiva del problema, in Lombardia2 si assiste a un andamento in linea con quello nazionale: le persone con disabilità iscritte al collocamento mirato nel 2016 hanno raggiunto le 73.895 unità, di cui disponibili al lavoro 43.135, a fronte di un numero di avviamenti pari a 4.369 e un numero di iscritti nell’anno pari a 13.947; tali cifre si rapportano con gli oltre 24.000 posti di lavoro disponibili. L’attuazione della Legge 68/99 è affidata alle Regioni, che promuovono politiche a livello provinciale attraverso appositi fondi regionali (previsti stanziamenti per il 2019 per 44,2 milioni di euro).
La Legge 68/99 è una normativa complessa e articolata che richiede un forte presidio per garantire un corretto utilizzo e un efficace funzionamento; tuttavia, negli ultimi anni, la riduzione dello staff dei servizi di collocamento mirato ha reso in alcuni casi più difficoltosa la capacità di mediazione tra domanda e offerta di lavoro e di effettivo esercizio delle funzioni ispettive e dei meccanismi sanzionatori. L’efficacia è poi ulteriormente ridotta dalla scarsa conoscenza della normativa da parte di imprese ed enti del terzo settore, e dalla difficoltà di applicare gli strumenti tenendo in considerazione i bisogni di “personalizzazione” di cui sono portatrici le persone con disabilità. Tali aspetti hanno limitato la diffusione anche delle convenzioni ex art. 14, la cui applicazione è spesso disomogenea a livello territoriale, circoscritta ai pochi contesti locali dove gli enti di terzo settore che si occupano di inserimento lavorativo sono piùradicati e dove sussistono buone prassi di collaborazione con il mondo aziendale. A queste criticità si aggiunge anche la difficoltà di garantire un abbinamento adeguato tra le attività e/o le mansioni che le aziende vorrebbero esternalizzare e i servizi offerti dalle cooperative.
Il quadro sopra delineato è emerso grazie a una ricerca, promossa da Fondazione Cariplo, in cui attraverso analisi quantitative e qualitative, sono state approfondite la normativa e la recente evoluzione delle politiche e degli interventi sul tema del collocamento mirato, ponendo una particolare attenzione all’utilizzo delle convenzioni ex art. 14 d.lgs. 276/03, analizzandone le principali criticità e le soluzioni che hanno mostrato di favorirne l’applicazione. La ricerca è contenuta nel Quaderno num. 30 “Il collocamento mirato e le convenzioni ex-art.14. Evidenze e riflessioni” della collana dell’Osservatorio di Fondazione Cariplo, pubblicato a gennaio 2019.
Attraverso questo bando si intende proseguire a rafforzare le politiche di inserimento lavorativo, ambito storico di azione per la Fondazione: negli anni infatti ha sperimentato e sostenuto, in collaborazione con di- versi attori del territorio, alcuni modelli di intervento per promuovere l’occupabilità di persone a rischio di marginalità che, nel contesto socioeconomico attuale e in un mercato del lavoro sempre più dinamico e in evoluzione, non sempre trovano risposte adeguate.

GLI OBIETTIVI

Il bando intende promuovere interventi per aumentare le opportunità occupazionali per persone con disabilità.
Nello specifico, il bando intende sostenere interventi rivolti a persone che possiedano i requisiti previsti dalla L. 68/99 che:

  • risultino fuori dal mercato del lavoro, in almeno una delle seguenti condizioni che rendono più difficile la loro occupabilità:
    • persone con disabilità psichica/intellettiva;
    • persone disoccupate da oltre 24 mesi;
    • persone con una percentuale di invalidità superiore al 70%;
    • persone con bassa scolarizzazione (licenza media inferiore)
  • siano al momento occupate in enti del terzo settore e per le quali èpossibile prevedere una transizione in azienda.

In particolare, il bando mira a:

  • migliorare l’applicazione della normativa sul collocamento mirato;
  • promuovere progettualità condivise tra i diversi attori coinvolti;
  • ridurre il numero di scoperture nelle aziende del territorio;
  • rafforzare e diffondere le competenze, la sensibilità e la conoscenza daparte delle comunità locali su questo ambito;
  • incentivare progettualità che tengano conto delle specifiche caratteristiche dei destinatari ai quali sono rivolte;
  • aumentare l’ingaggio dei territori nel raggiungimento delle finalità del bando;
  • favorire sinergie con misure e finanziamenti esistenti.

CRITERI

Verrà assegnata priorità ai progetti che presentino i seguenti elementi:

  • costruzione di piani di inserimento condivisi tra lavoratore, servizi e datore di lavoro e mirati a seconda del tipo di disabilità, con chiara descrizione di compiti e mansioni, il più possibile qualificati;
  • coinvolgimento di persone con maggiore difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro;
  • attenzione all’accrescimento e diffusione di competenze in tema di collocamentomirato, prevedendo eventualmente nuove figure e funzioni che rafforzino le capacità di applicazione della normativa nel territorio e nelle realtà coinvolte nel progetto;
  • elementi di innovazione di contenuto e di processo rispetto a quanto finora svolto sul territorio;
  • presenza di chiare competenze degli enti proponenti nell’ideazione e gestione delle azioni di progetto, con particolare attenzione alla coerenza con i rispettivi ruoli assegnati;
  • coinvolgimento di un numero qualificato di datori di lavoro pubblici o privati, con l’auspicio di coinvolgere anche aziende che fino a questo momento non hanno fatto ricorso al collocamento mirato;
  • presenza di forme di collaborazione capaci di dar vita a interventi di rete e a progettualità condivise con i servizi territoriali, con altre organizzazioni non-profit e con le imprese profit;
  • presenza di iniziative di comunicazione in grado di evidenziare i benefici di un mondo del lavoro più inclusivo per tutti;
  • presenza e integrazione con altre fonti di cofinanziamento esterne agli enti richiedenti il contributo.

Ruolo Carlo Porta e partner

Il progetto intenderà modellizzare un intervento rivolto a persone con disabilità intellettiva per facilitare l’inserimento lavorativo. Il modello prevederà il coinvolgimento del Carlo Porta, delle cooperative sociali, degli enti accreditati al lavoro e alla formazione e le associazioni di tutela.
Il modello si svilupperà su tre assi:

  1. selezione giovani provenienti o fuoriusciti dalla scuola Carlo Porta e disoccupati con difficoltà di inserimento attraverso il collocamento obbligatorio;
  2. sperimentazione delle competenze maturate in postazioni lavorative del mondo della cooperazione sociale e potenziamento delle stesse;
  3. tirocinio e inserimento lavorativo in azienda profit.

Il settore della sperimentazione del progetto sarà quello dell’enogastronomia e saranno necessarie attività formative rivolte sia al lavoratore disabile, sia al contesto aziendale.

L’obiettivo principale sarà quello di “avvicinare il mondo della scuola al mondo del lavoro” al fine di poter ridurre il gap al termine dei percorsi di scolarizzazione.

COMUNICAZIONI E INFORMAZIONI

http://www.fondazionecariplo.it/static/upload/ban/0000/bando-abili-al-lavoro-def.pdf


Se sei un Azienda e vuoi candidarti scrivi a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.


Se sei un candidato in possesso dei requisiti Scrivi a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

IPSEOA CARLO PORTA

Via Uruguay 26/2 - 20151 Milano

T. +39 02 3800 3686

 

Rina